Piccola e media impresa: l’incognita dell’autunno

Dopo le brevi ma meritate “feriae augusti” siamo tornati in ufficio belli carichi, abbiamo riacceso pc e macchinetta del caffè e sottoposto le nostre (lievi a dire il vero) abbronzature alla luce degli schermi. Abbiamo ripreso le fila dei progetti che stiamo seguendo, abbozzati altri, rimesso in moto gli ingranaggi del nostro motore comunicativo. Dopo le vacanze l’atmosfera è sempre più rilassata rispetto agli altri periodi dell’anno, ma quest’anno sappiamo bene tutti che è un anno molto particolare.

È come se sul mondo intero gravasse una grande X, un’incognita che non ci permette di fare previsioni a lungo termine: come si svilupperanno i contagi da COVID-19? Ci sarà un altro lockdown? Quali effetti avrà tutta questa incertezza sull’economia italiana?

Il nostro core business sono le aziende medio piccole, come in fondo lo siamo pure noi. Quelle più penalizzate dal Corona Virus, ma anche quelle gestite con il cuore da imprenditori che danno tutto ogni giorno, con una forza e una fiducia che dall’esterno potrebbe sembrare ingenua, ma che in realtà sarebbe meglio descrivere con una parola simile, che però cambia tutto: genuina.

Ecco, le nostre aziende sono aziende genuine, gestite da donne e uomini genuini, che del rapporto con i propri clienti, della passione per i prodotti o i servizi che vendono, traggono qualcosa che va al di là del profitto, cioè soddisfazione personale.

Eccolo un altro punto fondamentale, la soddisfazione e l’orgoglio di poter vivere di quello di cui si ha passione.

Che si tratti di un ristorante, di una boutique o di un centro estetico poco importa, la cosa che fa si che queste aziende scelgano la nostra agenzia (e che noi scegliamo loro) è quella sensazione di valori in comune, quell’empatia che si crea quando si intuisce che nel cuore e nel cervello dell’altro viaggiano le stesse gioie, le stesse preoccupazioni, vi si dipingono le stesse speranze per lo stesso futuro sognato insieme.

E questo dà forza.

Poi però la mente va sempre a questo maledetto virus, non è vero?

E allora, visto che su questo noi non possiamo dire nulla, perché non è il nostro mestiere, vi riportiamo le parole che Matteo Bassetti, direttore della clinica malattie infettive “San Martino”, ha detto su La7 pochi giorni fa.

“Un pescatore che butta 100 metri di reti prenderà un certo numero di pesci. Se ne butta mille di metri, è ovvio che il numero di pesci aumenterà. La stessa cosa sta succedendo con i tamponi. L’Italia sta facendo un lavoro di screening davvero virtuoso, senza pari in Europa e forse nel mondo. L’aumento di casi è quindi del tutto normale. La cosa molto buona è che gli ospedali non sono assolutamente pieni, anzi. In un paese con 60 milioni di abitanti ad oggi abbiamo circa 60 persone ricoverate in terapia intensiva.” (Qui l’intervento completo a Omnibus, La7)

Anche questo dà forza no?

E allora come lo affrontiamo questo autunno incerto che sta per arrivare, questa enorme X che ci pende sulla testa?

Con queste due consapevolezze. La prima: il fatto che siamo parte di una rete di persone (prima che imprenditori) che condividono gli stessi valori e la stessa missione.

La seconda: il virus farà parte delle nostre vite ancora a lungo, ma non deve fare così paura: abbiamo gli strumenti per combatterlo, abbiamo tecnologia, siamo attrezzati.

Cosa serve dunque a una piccola medio azienda nella stagione a venire?

Servono coraggio, investimenti, forse un pizzico di follia, ma è proprio quando tutto sembra sul punto di crollare che il mondo cambia.

Ed è adesso il momento giusto per ripensare la propria idea di fare business.

Facciamolo insieme, con gli stessi valori e lo stesso coraggio: puoi contattarci qui per una consulenza gratuita.

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