Libra, la nuova moneta di Facebook

Il progetto è ambizioso: una moneta universale, trasferibile sul web senza passare dalla banca (e dalle sue commissioni). Stiamo parlando di Libra, la moneta virtuale (o criptovaluta) che Facebook ha annunciato di voler lanciare nel 2020.

Forse avrete sentito parlare del Bitcoin, il sistema di criptovaluta inventato dal misteriosissimo Satoshi Nakamoto nel 2009. Il sistema Bitcoin è altamente volatile, non fa riferimento ad un ente centrale e si basa su un meccanismo semplicissimo: domanda/offerta. Bitcoin si controlla per così dire “dall’interno” attraverso una tecnologia chiamata “Blockchain”, banalmente una rete fatta di nodi immutabili: una volta che il contenuto di un nodo è stato scritto, non è più modificabile a rischio di invalidare la rete intera. È un database non centralizzato, sicuro perché non importa che un nodo si “fidi” dell’altro o lo conosca, visto che tutto il sistema è assoggettato allo stesso protocollo condiviso.

Libra non sarà nulla di tutto questo. Non sarà progettata come una risorsa volatile, ma come una vera e propria forma di denaro digitale, che avrà a disposizione la sua propria riserva di valuta reale, con titoli e attività dei partner associati a Facebook.

L’obiettivo è quello di creare una criptovaluta che possa essere usata da tutti (a differenza dei bitcoin, che richiedono una certa maestria tecnologica), e dappertutto: Facebook vuole una moneta globale che possa muoversi attraverso transazioni intuitive su Messenger e Whatsapp, supportata dagli stessi strumenti finanziari del denaro “reale”, cioè prestiti, credito etc.

Per ora i partner di Libra sono 27, questi:

Facebook non vuole diventare una Zecca di Stato, non vuole l’esclusiva, e questi partner, oltre alla programmazione e allo sviluppo del sistema, serviranno proprio per avere una riserva di valuta effettiva equamente condivisa fra loro.

Facebook afferma che, al momento, il 31% della popolazione del mondo non usufruisce di nessuna banca. Il 31% vuol dire 1,7 miliardi di persone. Che però hanno uno smartphone connesso a internet. Libra, se e quando verrà attuata, permetterà a queste persone di trasferire denaro a basse commissioni, con il vincolo di avere un account del gruppo di Zuckerberg (Facebook, Instagram o Whatsapp).

Che in futuro non si parli più di Social, ma di Financial Network? Staremo a vedere, anche perché è notizia freschissima che il progetto Libra possa avere grosse difficoltà ad andare in porto, vista la mole di normative burocratiche, il gran numero di soggetti coinvolti e le pressioni delle autorità di controllo internazionali, che temono truffe e irregolarità.

Queste le parole di uno dei responsabili del progetto: “sappiamo che il viaggio verso il lancio di Libra sarà lungo e che non potremo compierlo da soli. Collaborare con i regolatori, con le istituzioni che stabiliscono le politiche economiche, e con altri esperti è un punto fondamentale per il successo di Libra. Questa è stata l’unica ragione per cui Facebook e gli altri membri della Libra Association hanno deciso di rendere noti i propri piani in anticipo”.

Sostituirsi completamente al sistema finanziario è un’impresa titanica, e quelli di Facebook lo sanno bene: se voi foste una banca, lascereste a qualcuno che è in tutti gli smartphone del mondo la possibilità di prendere il vostro posto?

Comunque vada, Libra (e le criptovalute in generale) sarà sicuramente un tema caldissimo del prossimo futuro, seguiteci per rimanere aggiornati!

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