Breve storia della stampa: spoiler, non l’ha “inventata” Gutenberg. [NOVAJ Lab]

Pensare che la storia della stampa abbia avuto inizio nel 1455 quando Johannes Gutenberg stampò la prima Bibbia con la sua lega tipografica a caratteri mobili è una deformazione del pensiero tipico della cultura media occidentale ed eurocentrica.

In realtà, la storia di una delle invenzioni che cambierà profondamente la vita di tutto il genere umano inizia molto tempo prima, e molto più a oriente rispetto alla Germania di Gutenberg.

Siamo in Cina, dinastia Tang, VI secolo dopo Cristo, ovvero mille anni prima dell’inventore tedesco.

Tra le innumerevoli invenzioni di un periodo storico, quello del Grande Impero, floridissimo da questo punto di vista, viene messo a punto un sistema di stampa che funzionava più o meno come funzionano oggi i timbri.

Si intagliavano delle matrici di legno, che venivano poi passate sull’inchiostro ed infine impresse sui fogli di carta. L’importanza di questo tipo di stampa è talmente alta che gli studiosi di storia cinese la considerano una delle tre invenzioni più importanti di tutta l’Antica Cina. (E i cinesi di roba ne hanno inventata parecchia. Non fate quella faccia, non è vero che sono bravi solo a copiare).

Il primo libro, o uno dei, stampato con questa tecnica si chiama Sutra del Diamante e racconta la storia di un incontro tra il Buddha e un suo discepolo. Abbiamo scritto “libro” ma non è la parola più corretta per descrivere questa stampa. Il Sutra del Diamante è un rotolo di soli sei fogli di carta. Il Buddha parlava poco dite? Non proprio, è lungo più di cinque metri!

Con questo genere di stampa il problema era rappresentato dalla matrice, che ogni volta doveva venire intagliata in modo diverso per ogni pagina. Scomodo no?

La soluzione dei caratteri cosiddetti “mobili” arriva sempre da quei geniacci dei cinesi. La data qui è più precisa: è il 1041 quando il tipografo Bi Sheng pensa bene di utilizzare uno stampino d’argilla per ogni ideogramma (che faticaccia!), che possono quindi essere riutilizzati pagina dopo pagina semplicemente disponendoli in modo diverso. Il problema però è che l’argilla è fragile, e bisogna aspettare il 1298 perché Wang Zhen reintroduca il legno per le matrici dei caratteri mobili, inventando anche un sistema di tavole girevoli: complesso, ma in grado di migliorare molto la qualità complessiva della stampa.

Ed eccoci finalmente al XV secolo e a Gutenberg. Gutenberg non ha inventato nulla, ha semplicemente introdotto questo sistema in Europa, migliorandolo dove ha potuto. Prima di tutto utilizza una lega tipografica in acciaio. Il meccanismo principale di questa macchina è il punzone, un parallelepipedo sulla cui base vengono incisi i segni tipografici, sia in rilevo che a rovescio. Dentro ai segni vengono fusi i caratteri realizzati con una lega di stagno, piombo e antimonio. Poi questi caratteri vengono inchiostrati e impressi su carta. Anche l’inchiostro che utilizza è diverso dal solito. Se prima si usavano inchiostri ad acqua, Gutenberg preferisce quelli all’olio, più duraturi e qualitativi.

Il 23 febbraio 1455 viene stampato il primo libro in assoluto in Europa: la famosa Bibbia a 42 linee, chiamata così per le righe che vi si trovavano a ogni pagina. È l’inizio di una nuova era. Se prima la cultura era costretta ad affidarsi alle sapienti (e lente) mani degli amanuensi che ricopiavano con dovizia pagine su pagine, dopo soltanto 50 anni dall’invenzione di Gutenberg erano già stati stampati 30.000 libri, per una tiratura complessiva di 12 milioni di copie. Una rivoluzione che, per darvi un’idea e,prendetela con le pinze, può essere considerata forse proporzionale a quella di Internet per le nostre generazioni.

L’ultima tappa di questo viaggio iniziato 1600 anni fa è rappresentata dall’invenzione della stampante 3D, che in realtà non è recentissima. Già nel 1983 un ingegnere americano, Chuck Hull, usa dei raggi UV per indurire le vernici e donargli una forma a tre dimensioni. Chiama questo metodo “stereolitografia”, e inizia a creare oggetti solidi sovrapponendo i diversi strati di vernice indurita, a partire da modelli disegnati al computer. Oggi la tecnica si è evoluta in metodologie differenti tra loro: i materiali possono essere fusi attraverso il calore o laminati, ed esistono persino polimeri liquidi che vengono induriti fino a formare la forma desiderata.

La sfida del futuro prossimo? Stampare farmaci, cosmetici e persino il cibo, grazie a un tipo di stampa chiamata acustoforetica, una tecnologia davvero rivoluzionaria sviluppata da un gruppo di ricercatori di Harvard: attraverso delle onde sonore sarebbero in grado di dare forma alle gocce di liquido di qualsiasi tipo e viscosità.

Un hamburger in A4, grazie!

 

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